Strategia export

Temporary Export Manager: ruolo, vantaggi e come sceglierlo

15 Marzo 2026 · Andrea Troisi · Troisi Ricerche

Che cosa fa un Temporary Export Manager, perché oggi deve saper lavorare anche sui canali digitali e con quali strumenti pubblici si può finanziare a marzo 2026.

Temporary Export Manager: ruolo, vantaggi e come sceglierlo

Il Temporary Export Manager (TEM) è un professionista esterno che guida l’apertura di nuovi mercati per un periodo definito. Porta in azienda competenze, metodo e contatti senza che l’impresa debba assumere un direttore export a tempo pieno.

Per una PMI al primo approccio con l’estero è spesso la soluzione più sostenibile. Ma il valore del TEM dipende da come si imposta il mandato: obiettivi, mercati, tempi e trasferimento di competenze vanno decisi prima di firmare.

Cosa fa concretamente un TEM

Un buon mandato si articola in quattro fasi.

  • Assessment. Il TEM analizza prodotto, capacità produttiva, prezzi, certificazioni e materiali di comunicazione e valuta la prontezza all’export, indicando le criticità da risolvere prima di partire.
  • Selezione dei mercati. Con statistiche di commercio estero, analisi della concorrenza e informazioni settoriali individua i paesi con il miglior potenziale per quel prodotto. Un errore qui compromette tutto il progetto.
  • Azione commerciale. Contatti con buyer, distributori e agenti, fiere, missioni, trattative e contratti.
  • Consolidamento. Monitoraggio dei risultati, gestione delle relazioni avviate e graduale trasferimento delle competenze all’impresa, perché il percorso regga anche dopo la fine del mandato.

Il TEM «digitale»

Negli ultimi anni il profilo si è allargato ai canali digitali. L’ultima edizione del voucher pubblico per i TEM, promossa dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI) e gestita da Invitalia nel 2021, richiedeva proprio un TEM con competenze digitali. La consulenza doveva coprire analisi dei mercati esteri, acquisizione di nuovi clienti, contrattualistica, presenza sulle piattaforme di e-commerce, integrazione dei canali di marketing online e logistica.

Il peso del canale digitale è misurato dall’Osservatorio Export Digitale del Politecnico di Milano. L’ultimo dato disponibile riguarda il 2022: l’export digitale di beni di consumo ha raggiunto 18,7 miliardi di euro, con una crescita del 20,3% sul 2021, pari all’8,8% dell’export di beni di consumo. Lo stesso Osservatorio avverte che la crescita è stata trainata soprattutto dall’aumento dei prezzi più che dei volumi.

Export digitale di beni di consumo per settore, 2022
Miliardi di euro, vendite online B2c dirette e tramite retailer online

Moda10,1 mldAltri settori4,7 mldAlimentare e bevande2,6 mldArredamento1,3 mld

Fonte: Osservatorio Export Digitale, Politecnico di Milano, comunicato giugno 2023; «Altri settori» calcolato per differenza sul totale di 18,7 miliardi. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.

Per una PMI, questo significa che il TEM deve saper lavorare su due piani: la rete commerciale tradizionale e i marketplace, le campagne digitali e l’e-commerce sui mercati target.

I vantaggi rispetto a un’assunzione

Il TEM è operativo da subito, senza tempi di selezione e inserimento. Porta esperienza maturata su imprese e mercati diversi. Soprattutto, ha un costo definito e limitato nel tempo, che l’impresa può legare a obiettivi misurabili. Il limite è speculare: se il mandato non prevede un trasferimento di competenze, alla sua conclusione l’impresa rischia di ritrovarsi al punto di partenza.

Come si finanzia oggi

Il voucher nazionale per i TEM non è attivo: l’ultimo sportello ha chiuso il 15 dicembre 2021 per esaurimento delle risorse. A marzo 2026 lo strumento pubblico dedicato è la linea «Temporary Manager» di SIMEST, sul Fondo 394/81.

SIMEST – Temporary Manager Condizioni (circolare aggiornata al 22/12/2025)
Figure ammesse Temporary Export Manager, Digital Marketing Manager, Innovation Manager
Durata minima dell’incarico 6 mesi
Spese almeno il 60% per le prestazioni del manager; il resto per marketing, digitale, formazione, certificazioni e altre voci
Importo da 10.000 € al minore tra 500.000 € e il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci
Fondo perduto fino al 10% (max 100.000 €) per PMI con requisiti; fino al 20% (max 200.000 €) con interessi in Africa, America centro-meridionale o India
Durata del finanziamento 4 anni, di cui 2 di preammortamento

Come scegliere il TEM giusto

I criteri che contano sono pochi e verificabili: esperienza documentata nel settore dell’impresa, conoscenza diretta dei mercati target, competenze digitali dimostrate con casi concreti, referenze di imprese già assistite e un piano di lavoro con obiettivi e indicatori. Diffidate di chi promette risultati commerciali certi prima di aver analizzato prodotto e mercati.

Il prof. Andrea Troisi osserva: «Il TEM non è un venditore che va all’estero a piazzare il prodotto. È un professionista che analizza i dati, costruisce una strategia e poi la implementa con metodo. La differenza tra un buon TEM e uno mediocre si misura nella qualità dell’analisi, non nel numero di visite».

Troisi Ricerche affianca le PMI nell’impostazione del mandato TEM, dall’analisi dei mercati alla definizione degli obiettivi.

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