Strategia export

Dove esporta l’Italia: i primi dieci mercati e le regole di accesso a marzo 2026

15 Marzo 2026 · Andrea Troisi · Troisi Ricerche

Germania, Stati Uniti e Francia assorbono insieme quasi un terzo dell'export italiano; l'UE nel suo complesso il 51%. Una mappa dei principali mercati con i dati ISTAT e le condizioni di accesso in vigore a marzo 2026, dai dazi USA agli accordi UE.

Dove esporta l’Italia: i primi dieci mercati e le regole di accesso a marzo 2026

La scelta del mercato è una delle decisioni più importanti di un percorso di internazionalizzazione. Spesso però nasce da un contatto in fiera o dalla richiesta di un buyer, più che da un’analisi. I dati ufficiali aiutano almeno a capire dove si concentra la domanda di prodotti italiani e come si sta muovendo.

Nel 2024 l’Unione europea ha assorbito il 51,0% delle esportazioni italiane. I primi tre mercati, Germania, Stati Uniti e Francia, valgono insieme il 31,8% del totale.

I primi dieci mercati dell'export italiano, 2024
Miliardi di euro
Primo mercato extra UEAltri mercati

Germania71,0 mldStati Uniti64,8 mldFrancia62,2 mldSpagna34,5 mldSvizzera30,2 mldRegno Unito27,4 mldPolonia19,8 mldBelgio19,3 mldPaesi Bassi19,3 mldTurchia17,6 mld

Fonte: ISTAT, Annuario statistico italiano 2025, cap. 15. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.

Come si sono mossi nel 2025

I dati 2025 per singolo paese confermano la gerarchia ma mostrano dinamiche molto diverse. L’ISTAT segnala la crescita verso Svizzera (+16,3%), Spagna (+10,6%), Stati Uniti (+7,2%), Polonia (+5,8%), Francia (+5,3%) e Germania (+2,3%), e il calo verso Turchia (-23,1%) e Cina (-6,6%).

Mercato Export 2024 (mln €) Quota 2024 Var. % 2025/2024
Germania 70.970 11,4% +2,3%
Stati Uniti 64.759 10,4% +7,2%
Francia 62.247 10,0% +5,3%
Spagna 34.525 5,5% +10,6%
Svizzera 30.194 4,8% +16,3%
Regno Unito 27.430 4,4% n.d.
Polonia 19.771 3,2% +5,8%
Turchia 17.623 2,8% -23,1%
Cina 15.344 2,5% -6,6%

Unione europea: il mercato più semplice

Nel mercato unico non ci sono dazi né dogane, e la moneta è la stessa in gran parte dei paesi. Per questo l’UE resta il punto di partenza naturale per chi esporta per la prima volta. Ma il mercato è anche il più affollato: la concorrenza arriva da produttori di tutti gli Stati membri.

Stati Uniti: un quadro in movimento

Gli Stati Uniti sono il primo mercato extra UE, con 69,6 miliardi di euro di export nel 2025. Le regole di accesso sono cambiate più volte. Con la dichiarazione congiunta UE-USA del 21 agosto 2025 gli Stati Uniti si erano impegnati ad applicare alla maggior parte delle merci UE il dazio più alto tra quello ordinario (MFN) e un’aliquota complessiva del 15%, con esenzioni per aeromobili, farmaci generici e alcune risorse naturali.

Il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema ha stabilito che l’IEEPA, la legge sui poteri economici d’emergenza, non autorizza il Presidente a imporre dazi. Lo stesso giorno l’amministrazione ha disposto, in base alla Section 122 del Trade Act del 1974, una sovrattassa temporanea del 10% ad valorem, in vigore dal 24 febbraio 2026 per 150 giorni. Restano esclusi dalla sovrattassa, tra gli altri, i prodotti in acciaio e alluminio, le autovetture e gli aeromobili civili, che hanno regimi propri.

«Gli Stati Uniti sono il mercato dove il premium price del made in Italy si esprime al massimo. Ma è anche un mercato dove l’improvvisazione viene punita duramente», osserva il prof. Andrea Troisi.

Svizzera, Regno Unito, Cile: gli accordi contano

  • Svizzera: le relazioni commerciali con l’UE poggiano sull’accordo di libero scambio del 1972. Nel 2025 è stato il mercato con la crescita più forte tra i principali (+16,3%).
  • Regno Unito: l’Accordo UE-Regno Unito sugli scambi e la cooperazione, in vigore dal 1° maggio 2021, prevede zero dazi e zero contingenti per le merci che rispettano le regole di origine. Restano però dichiarazioni doganali e controlli.
  • Cile: l’Accordo commerciale interinale UE-Cile, in vigore dal 1° febbraio 2025, elimina la maggior parte dei dazi residui sulle merci.

Scegliere con i dati

Dimensione del mercato, crescita, dazi, regole tecniche e concorrenza vanno letti insieme, per il proprio prodotto. Troisi Ricerche costruisce per le imprese questo tipo di analisi su dati ufficiali, prima delle scelte commerciali.

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