L’11 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati sulle esportazioni delle regioni nel secondo trimestre. Nei primi sei mesi dell’anno l’export italiano è stato di 337,2 miliardi di euro, il 4,5% in più dello stesso periodo del 2025. Per l’ISTAT la crescita è trainata dalla Toscana (+23,8%) e dalle grandi regioni del Nord.
Il Mezzogiorno (Sud e Isole) ha esportato 35,1 miliardi, con un aumento del 5,2%. La sua quota sull’export nazionale è del 10,4%. Nel secondo trimestre, al netto della stagionalità, Sud e Isole segnano la crescita più ampia rispetto al trimestre precedente: +6,5%, contro il +3,1% del Nord-est, il +2,9% del Nord-ovest e il -1,6% del Centro.
Tutte le ripartizioni in crescita
Nel confronto con il primo semestre 2025 l’export aumenta ovunque: Centro +11,9%, Isole +8,8%, Nord-ovest +4,3%, Sud +3,8%, Nord-est +1,9%. Un anno fa il quadro era diverso: nel primo semestre 2025, secondo i dati diffusi dall’ISTAT il 17 settembre 2025, le Isole perdevano il 13,3% e Nord-ovest e Nord-est erano in lieve calo.
Il recupero delle Isole è netto anche rispetto all’inizio dell’anno: nel primo trimestre 2026, secondo i dati diffusi a giugno, erano ancora a -19,0%. Sicilia e Sardegna hanno un export molto legato ai prodotti petroliferi. Nello stesso semestre l’ISTAT registra a livello nazionale un aumento del 23,3% delle vendite di coke e prodotti raffinati e del 15,3% dei valori medi unitari dell’energia esportata. Il legame tra i due fenomeni è un’ipotesi: i dati regionali pubblicati non scompongono l’export per prodotto.
Le regioni del Mezzogiorno
Dentro il Mezzogiorno le dinamiche sono molto diverse. Crescono sette regioni su otto. La Basilicata segna l’aumento più forte (+29,5%), su volumi però contenuti. Seguono Puglia (+15,2%), Sardegna (+11,6%) e Abruzzo (+8,3%). La Campania, prima regione esportatrice del Sud con 11,1 miliardi, è l’unica in calo (-4,6%).
| Regione | Gen-giu 2025 (mln €) | Gen-giu 2026 (mln €) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Campania | 11.679 | 11.136 | -4,6% |
| Sicilia | 6.312 | 6.780 | +7,4% |
| Abruzzo | 5.683 | 6.153 | +8,3% |
| Puglia | 4.656 | 5.362 | +15,2% |
| Sardegna | 3.147 | 3.514 | +11,6% |
| Basilicata | 756 | 980 | +29,5% |
| Molise | 610 | 624 | +2,2% |
| Calabria | 488 | 514 | +5,4% |
| Mezzogiorno | 33.332 | 35.063 | +5,2% |
Puglia: un rimbalzo su una base bassa
La Puglia ha esportato 5.362 milioni di euro nel primo semestre 2026, contro 4.656 milioni un anno prima: 706 milioni in più. È la seconda crescita più alta del Mezzogiorno. La sua quota sull’export nazionale sale dall’1,4% all’1,6%. Il miglioramento si è rafforzato nel corso dell’anno: nel primo trimestre la crescita era del 9,8%.
Il confronto parte però da un livello basso. Nel primo semestre 2025 l’export pugliese era sceso del 6,0%. Nell’intero 2025, secondo la Banca d’Italia, è cresciuto del 2,6% a valori correnti. Tra il 2019 e il 2025 l’aumento è stato del 10,4%, contro il 33,9% dell’Italia. Il semestre appena chiuso riduce questo ritardo, ma non lo annulla.
Cosa significa per le PMI
Per le imprese del Sud il dato del semestre è incoraggiante, ma va letto con cautela. Le variazioni regionali risentono molto di pochi grandi settori e dei prezzi dell’energia. Una PMI pugliese o campana non può dedurre dalla media regionale l’andamento del proprio mercato: servono i dati del proprio prodotto, paese per paese.
Troisi Ricerche, con sede a Bari, affianca le imprese del territorio nell’analisi dei dati di commercio estero e nella scelta dei mercati.



