L’ISTAT ha diffuso oggi le stime sulle esportazioni delle regioni nel primo trimestre 2026. A livello nazionale l’export vale 162,2 miliardi di euro, l’1,3% in più dello stesso periodo del 2025. Dietro una media modesta ci sono dinamiche territoriali molto diverse: +13,8% per il Centro, +7,1% per il Sud, +1,3% per il Nord-ovest, -2,4% per il Nord-est e -19,0% per le Isole.
Le regioni: chi cresce e chi arretra
Gli aumenti più ampi sono quelli di Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%). Le flessioni maggiori riguardano Friuli-Venezia Giulia (-35,4%), Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%), Valle d’Aosta (-13,3%) e Lazio (-11,4%). La Lombardia, prima regione esportatrice con 40,9 miliardi, è ferma sui livelli del 2025.
Secondo l’ISTAT la crescita nazionale dipende da pochi flussi. I metalli di base e i prodotti in metallo esportati dalla Toscana spiegano da soli 2,7 punti percentuali, più dell’intero aumento nazionale. Altri 1,1 punti vengono dai mezzi di trasporto diversi dalle auto di Veneto e Marche e altrettanti dalla farmaceutica di Toscana, Abruzzo e Lombardia. In senso opposto pesano i mezzi di trasporto del Friuli-Venezia Giulia e del Lazio (-2,0 punti).
Il Mezzogiorno: Sud in crescita, Isole in forte calo
Sud e Isole insieme esportano 16,4 miliardi, l’1,1% in meno di un anno prima, e pesano per il 10,1% del totale nazionale. Il dato aggregato nasconde due andamenti opposti. Il Sud sale a 12,1 miliardi (+7,1%): crescono Abruzzo (+23,5%), Basilicata (+18,2%), Puglia (+9,8%) e Molise (+4,4%), mentre Campania (-2,2%) e Calabria (-3,2%) arretrano. Le Isole scendono a 4,2 miliardi (-19,0%), con Sicilia e Sardegna entrambe in calo di circa un quinto. Per l’insieme di Sud e Isole pesa il calo dei prodotti petroliferi raffinati (-10,9%), che valgono il 16,3% dell’export della ripartizione. Per mercato, crescono le vendite verso Stati Uniti (+30,3%) e Cina (+57,2%), calano quelle verso Svizzera (-26,4%) e Spagna (-33,2%).
Sui dati destagionalizzati il quadro è più favorevole: rispetto al quarto trimestre 2025 l’export di Sud e Isole cresce del 13,1%, il rialzo congiunturale più ampio tra le ripartizioni. È un rimbalzo dopo tre trimestri di calo: il livello resta sotto quello di fine 2023.
| Regione | Gen-mar 2025 (mln €) | Gen-mar 2026 (mln €) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Campania | 5.515 | 5.395 | -2,2% |
| Abruzzo | 2.711 | 3.349 | +23,5% |
| Sicilia | 3.589 | 2.940 | -18,1% |
| Puglia | 2.171 | 2.384 | +9,8% |
| Sardegna | 1.621 | 1.280 | -21,1% |
| Basilicata | 385 | 455 | +18,2% |
| Molise | 302 | 315 | +4,4% |
| Calabria | 245 | 237 | -3,2% |
| Mezzogiorno | 16.540 | 16.356 | -1,1% |
Puglia: meccanica e mezzi di trasporto in aumento
La Puglia esporta 2,4 miliardi nel trimestre, il 9,8% in più del 2025, e sale all’1,5% dell’export nazionale. Le tavole ISTAT per settore indicano aumenti per i mezzi di trasporto (+66,4%), gli apparecchi elettrici (+117,6%, su valori contenuti) e i macchinari (+17,8%). L’alimentare cresce del 2,6%. Calano invece chimica (-36,2%), prodotti petroliferi (-48,9%), mobili (-18,5%) e sistema moda (-7,9%). Su un solo trimestre queste variazioni possono dipendere da poche commesse: vanno lette come segnali, non come tendenze consolidate.
Cosa significa per le PMI
Un trimestre non fa una tendenza, ma questi dati dicono due cose. La prima: le medie regionali sono spesso guidate da pochi settori e da pochi grandi operatori, quindi una PMI deve confrontarsi con il proprio comparto, non con il totale della regione. La seconda: nel Mezzogiorno regioni vicine vanno in direzioni opposte, quindi le scelte vanno fondate sui dati del proprio settore e dei propri mercati di sbocco.
Troisi Ricerche lavora con le PMI su analisi dei dati di commercio estero per territorio e settore, a supporto della scelta dei mercati.



