Dati e mercati

Export agroalimentare 2025: 72,8 miliardi (+5,4%). Crescono formaggi, caffè e cioccolato, calano olio e vino. Stati Uniti a -4,5%

28 Maggio 2026 · Andrea Troisi · Troisi Ricerche

Nel 2025 l'Italia ha esportato prodotti agricoli e alimentari per 72,8 miliardi di euro, il 5,4% in più del 2024. La crescita viene dall'Europa (+8,5%), mentre gli Stati Uniti arretrano (-4,5%). Per olio, caffè e cioccolato il valore si è mosso per effetto dei prezzi più che delle quantità.

Export agroalimentare 2025: 72,8 miliardi (+5,4%). Crescono formaggi, caffè e cioccolato, calano olio e vino. Stati Uniti a -4,5%
72,8 mld €Export agroalimentare 2025 (capitoli NC 01-24)
+5,4%Variazione sul 2024
59,3%Quota diretta verso i paesi UE

Nel 2025 l’Italia ha esportato prodotti agricoli, alimentari, bevande e tabacco per 72,8 miliardi di euro, contro i 69,0 miliardi del 2024: +5,4%. È l’11,3% dell’export totale di merci, che secondo gli stessi dati Eurostat vale 643,2 miliardi.

Il dato usa la definizione per prodotto: i capitoli da 01 a 24 della Nomenclatura combinata, dalla frutta fresca ai vini. È una misura diversa dal settore dell’industria alimentare (ATECO CA) che l’ISTAT pubblica nei comunicati mensili, perché comprende anche i prodotti agricoli non trasformati. Il totale delle merci è invece molto vicino a quello diffuso dall’ISTAT a febbraio (643,1 miliardi): un buon controllo di coerenza tra le due fonti.

Prodotti: valore e quantità raccontano storie diverse

Guardare solo al valore può trarre in inganno. Per l’olio d’oliva il valore esportato è sceso del 19,3%, a 2,4 miliardi, ma le quantità sono cresciute del 17,3%. Il valore medio per chilo è quindi calato di circa il 31%. Si è venduto di più a prezzi più bassi: non è una perdita di mercato.

Il caso opposto è quello di caffè (+25,0% in valore, -1,8% in quantità) e cioccolato (+18,4% in valore, -1,9% in quantità): i volumi sono stabili e il valore medio per chilo sale del 27% e del 21%. La crescita è quasi tutta di prezzo. I formaggi crescono in entrambe le misure (+12,8% in valore, +4,6% in quantità) e superano i 6 miliardi. Il vino, con 7,8 miliardi, perde il 3,7% in valore e l’1,9% in quantità. In calo anche le conserve di pomodoro (-7,9%) e, di poco, la pasta (-1,3%, con quantità in aumento del 2,2%).

Prodotti simbolo: valore e quantità esportate
Variazione % 2025 sul 2024, codici NC 0406, 0901, 1806, 1905, 1902, 2204, 2002, 1509
ValoreQuantità

-20%-10%0%10%20%30%12,84,6Formaggi25,0-1,8Caffè18,4-1,9Cioccolato6,43,6Prodotti daforno-1,32,2Pasta-3,7-1,9Vino-7,9-2,0Conserve dipomodoro-19,317,3Olio d'oliva

Fonte: Eurostat, banca dati Comext DS-045409, esportazioni dell’Italia, dati 2025 provvisori. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.
Prodotto (codice NC) Export 2024 (mln €) Export 2025 (mln €) Var. % valore Var. % quantità
Vino (2204) 8.076 7.778 -3,7% -1,9%
Formaggi (0406) 5.395 6.086 +12,8% +4,6%
Prodotti da forno (1905) 4.333 4.612 +6,4% +3,6%
Pasta (1902) 4.336 4.278 -1,3% +2,2%
Cioccolato (1806) 2.885 3.415 +18,4% -1,9%
Caffè (0901) 2.620 3.275 +25,0% -1,8%
Conserve di pomodoro (2002) 3.006 2.770 -7,9% -2,0%
Olio d’oliva (1509) 2.933 2.368 -19,3% +17,3%

Mercati: l’Europa traina, gli Stati Uniti frenano

Il 59,3% dell’export agroalimentare va nei paesi dell’Unione: 43,2 miliardi, +8,5%. Verso i paesi extra UE la crescita si ferma all’1,1% (29,6 miliardi). Germania (11,2 miliardi, +7,3%) e Francia (7,9 miliardi, +6,0%) assorbono insieme più di un quarto delle vendite. Crescono in modo marcato Spagna (+12,9%), Polonia (+17,0%) e Paesi Bassi (+9,4%).

Gli Stati Uniti restano il terzo mercato con 7,5 miliardi, ma perdono il 4,5%. In calo anche il Giappone (-11,7%).

Stati Uniti: anticipi a inizio anno, poi la frenata

La dinamica trimestrale verso gli Stati Uniti è netta. Nel primo trimestre 2025 l’export agroalimentare è salito del 10,7% sullo stesso periodo del 2024; nel secondo è rimasto quasi fermo (-0,3%), nel terzo e nel quarto è sceso di circa il 14%. Verso il mondo, invece, la crescita è rimasta positiva in tutti i trimestri.

Nel corso del 2025 gli Stati Uniti hanno introdotto dazi aggiuntivi sulle merci europee. Con la dichiarazione congiunta UE-USA del 21 agosto 2025 Washington si è impegnata ad applicare il maggiore tra il dazio ordinario (MFN) e il 15%. È plausibile che una parte degli acquisti sia stata anticipata a inizio anno e che la seconda metà abbia risentito dei dazi, ma i dati di commercio da soli non dimostrano questo nesso: contano anche cambi, scorte e domanda.

Export agroalimentare 2025 per trimestre
Variazione % sullo stesso trimestre del 2024, capitoli NC 01-24
Stati UnitiMondo

-15%-10%-5%0%5%10%10,76,5I trim.-0,36,2II trim.-13,75,7III trim.-13,53,2IV trim.

Fonte: Eurostat, banca dati Comext DS-045409, esportazioni dell’Italia, dati 2025 provvisori. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.

Cosa significa per le PMI

Per un’impresa agroalimentare contano tre verifiche sul proprio codice di prodotto: se il valore esportato cresce per volumi o per prezzi; quali mercati europei stanno assorbendo di più; quanto pesa il mercato americano sul fatturato estero e con quale margine si può sostenere un dazio del 15%.

Troisi Ricerche affianca le PMI con analisi su dati ufficiali di commercio estero per codice di prodotto e paese, utili a scegliere su quali mercati concentrare risorse.

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