Il 19 marzo 2026 l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC, in inglese WTO) ha pubblicato il rapporto «Global Trade Outlook and Statistics», con le prime stime sul commercio mondiale del 2025. Le esportazioni mondiali di merci hanno raggiunto 26.257 miliardi di dollari, il 7% in più del 2024.
L’Italia ha esportato merci per 726 miliardi di dollari, con una quota del 2,8% e il settimo posto nella classifica mondiale. Nel 2024 la posizione era la stessa: settimo posto, 674 miliardi e 2,8%, secondo il rapporto OMC di aprile 2025. Sono stime preliminari, soggette a revisione.
Una classifica molto stretta
Dal quinto al decimo posto le distanze sono minime. Hong Kong (754 miliardi, in gran parte riesportazioni), Giappone (738), Italia (726), Corea del Sud (709), Emirati Arabi Uniti (707) e Francia (683) sono racchiusi in 71 miliardi di dollari. Hong Kong, Giappone e Italia hanno la stessa quota arrotondata, 2,8%.
Basta quindi poco, un anno buono per un concorrente o un movimento del cambio, per guadagnare o perdere una posizione. Nel 2025, per esempio, le esportazioni di Taipei cinese sono cresciute del 35% e quelle degli Emirati del 17%, contro l’8% dell’Italia.
In dollari +8%, in euro +3,3%: il ruolo del cambio
L’OMC misura tutto in dollari. Per l’Italia la crescita 2025 risulta dell’8%, mentre i dati ISTAT in euro, diffusi il 17 febbraio 2026, indicano un +3,3%. La differenza si spiega in larga parte con il cambio. Secondo la BCE il tasso medio euro-dollaro è passato da 1,0824 nel 2024 a 1,1300 nel 2025: l’euro si è apprezzato del 4,4%.
Un aumento del 3,3% in euro, convertito a un euro più forte del 4,4%, corrisponde a circa +7,8% in dollari, in linea con la stima OMC. Per chi confronta le quote di mercato è un punto essenziale: una parte della crescita in dollari non corrisponde a maggiori vendite, ma a un euro più caro.
Nell’Unione europea: terza dopo Germania e Paesi Bassi
Tra i paesi dell’UE, nella classifica OMC l’Italia è terza per valore delle esportazioni di merci, dopo Germania (1.764 miliardi) e Paesi Bassi (989), e davanti a Francia (683) e Belgio (568). I dati per paese includono gli scambi all’interno dell’Unione.
Per l’UE nel suo insieme, l’Eurostat ha stimato il 13 febbraio 2026 esportazioni extra UE per 2.645 miliardi di euro nel 2025 (+2,0%) e scambi tra paesi membri per 4.143 miliardi (+2,6%).
I valori 2024 sono quelli pubblicati ad aprile 2025 e possono essere stati rivisti nel rapporto successivo. Per questo le variazioni ufficiali dell’OMC (Italia +8%, Germania +5%, Francia +7%, Spagna +4%) non sempre coincidono con il rapporto tra le due colonne.
Servizi: quota più bassa
| Indicatore OMC, 2025 | Valore (mld $) | Quota mondiale | Posizione |
|---|---|---|---|
| Export di merci | 726 | 2,8% | 7ª |
| Import di merci | 669 | 2,5% | 11ª |
| Export di servizi commerciali | 168 | 1,8% | 15ª |
| Import di servizi commerciali | 174 | 2,0% | 13ª |
| Export di servizi forniti in digitale | 71 | 1,3% | 19ª |
Nei servizi il peso dell’Italia è minore: 168 miliardi di dollari di export, l’1,8% del totale mondiale, quindicesimo posto. Nei servizi forniti in via digitale, come software, consulenza a distanza e servizi finanziari online, la quota scende all’1,3%.
Cosa significa per le PMI
Una quota del 2,8% in un mercato mondiale che vale oltre 26.000 miliardi di dollari dice che il prodotto italiano compete, ma in una fascia in cui i concorrenti sono vicini. Per una singola impresa la quota nazionale conta poco: conta la quota nel proprio prodotto e nel proprio mercato, e conta leggerla al netto del cambio.
Troisi Ricerche costruisce per le PMI analisi di quota di mercato per prodotto e paese su fonti ufficiali.



