Il 27 marzo 2026 l’ISTAT ha diffuso la stima preliminare del commercio con i paesi extra UE per il mese di febbraio. Le esportazioni hanno raggiunto 26.057 milioni di euro, il 2,5% in più di febbraio 2025. A gennaio la variazione tendenziale era stata negativa (-5,5%).
Il recupero di febbraio non basta a chiudere in positivo il primo bimestre. Tra gennaio e febbraio 2026 l’export verso i paesi extra UE vale 47.437 milioni di euro, contro i 48.047 milioni dello stesso periodo del 2025: un calo dell’1,3%. Sono dati provvisori, che l’ISTAT rivede con le diffusioni successive.
Un mese buono, in parte grazie alle navi
Sui dati destagionalizzati, che servono a confrontare un mese con il precedente, l’export di febbraio cresce del 4,9% rispetto a gennaio e arriva a 27.184 milioni. L’ISTAT avverte però che il dato è gonfiato da vendite di mezzi di navigazione marittima di valore elevato. Al netto di queste operazioni l’aumento congiunturale scende al 3,3% e la crescita tendenziale allo 0,8%.
Guardando all’ultimo trimestre, dicembre 2025-febbraio 2026, l’export cresce dell’1,8% sul trimestre precedente, sostenuto soprattutto dai beni intermedi (+8,5%). Le importazioni, nello stesso periodo, calano dello 0,6%.
Quali prodotti spingono e quali frenano
Su base annua la crescita di febbraio viene dai beni intermedi (+20,5%) e dai beni strumentali (+3,0%). Scendono invece le vendite di energia (-33,4%), di beni di consumo durevoli (-16,6%) e non durevoli (-4,0%).
Nel bimestre il quadro è simile ma più debole: beni intermedi +13,4%, beni strumentali -5,1%, beni di consumo durevoli -14,9% e non durevoli -2,7%. Per le filiere del consumo, cioè moda, arredo e alimentare, i primi due mesi del 2026 non segnalano quindi una ripresa della domanda fuori dall’Unione.
I mercati: Svizzera in forte crescita, Turchia e Regno Unito in calo
A febbraio l’ISTAT segnala aumenti marcati verso Svizzera (+33,1%), paesi OPEC (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%). Diminuiscono le vendite verso Turchia (-27,8%), Regno Unito (-16,4%), paesi ASEAN (-13,7%) e MERCOSUR (-13,5%). Per gli Stati Uniti, primo mercato extra UE, l’ISTAT precisa che la crescita è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto.
| Mercato | Quota sull’export 2025 | Var. % febbraio 2026 | Var. % gen.-feb. 2026 |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | 10,8% | +9,6% | +1,9% |
| Svizzera | 5,5% | +33,1% | +24,8% |
| Regno Unito | 4,2% | -16,4% | -14,4% |
| Cina | 2,2% | -3,3% | +4,5% |
| Turchia | 2,1% | -27,8% | -18,4% |
| Totale extra UE | 48,7% | +2,5% | -1,3% |
Le quote sono calcolate dall’ISTAT sul totale dell’export italiano del 2025. Il dato del Regno Unito è preliminare e non comprende l’Irlanda del Nord.
Il saldo migliora grazie all’energia
L’avanzo commerciale con i paesi extra UE è di 5.529 milioni a febbraio (4.827 un anno prima) e di 7,8 miliardi nel bimestre, contro 5,2 miliardi nei primi due mesi del 2025. Il miglioramento dipende dalla bolletta energetica: il deficit energetico di febbraio scende a 3.356 milioni da 4.800. L’avanzo sui prodotti non energetici, invece, cala da 9.627 a 8.885 milioni.
Cosa significa per le PMI
Due mesi sono pochi per parlare di tendenza, e un solo mese può essere spostato da poche commesse, come mostra il caso delle navi. Il dato utile per un’impresa è la divergenza tra mercati: nello stesso bimestre la Svizzera cresce di quasi un quarto e la Turchia perde quasi un quinto. Chi vende fuori dall’UE ha interesse a leggere i dati per paese e per prodotto, non la media.
Troisi Ricerche affianca le PMI nell’analisi dei dati di commercio estero e nella scelta dei mercati su cui investire.



