Gli Stati Uniti sono il primo mercato extra-UE dell’export italiano e il secondo in assoluto dopo la Germania. Nel 2024 le vendite italiane di beni verso gli USA sono state pari a circa 65 miliardi di euro secondo Eurostat, il 43% in più rispetto al 2019. Secondo l’ISTAT, nel 2025 l’export verso gli Stati Uniti è cresciuto ancora del 7,2%. È un mercato di 341,8 milioni di abitanti (stima del Census Bureau al 1° luglio 2025), ricco e competitivo, con regole proprie e, dal 2025, un quadro tariffario che cambia spesso.
Che cosa vende l’Italia negli USA
Macchinari e farmaceutici valgono da soli oltre un terzo del totale (36%). Seguono autoveicoli e parti, apparecchi elettrici, bevande, strumenti di precisione, mobili e gioielleria.
I dazi a marzo 2026
| Data | Che cosa è successo |
|---|---|
| 21 agosto 2025 | Dichiarazione congiunta UE-USA: per la maggior parte delle merci UE si applica il maggiore tra dazio MFN e 15% |
| 1° settembre 2025 | Solo dazio MFN per sughero, aeromobili e parti, farmaci generici e loro precursori |
| 20 febbraio 2026 | La Corte Suprema (Learning Resources v. Trump) stabilisce che la legge IEEPA non autorizza dazi |
| 24 febbraio 2026 | Sovrattassa temporanea del 10% in aggiunta al dazio MFN, fino al 24 luglio 2026 (Proclamation 11012) |
Oggi, quindi, la maggior parte delle merci italiane paga il dazio MFN della tariffa statunitense più il 10%. Sono esclusi dalla sovrattassa, tra gli altri, i prodotti soggetti ai dazi della Section 232 e quelli di un allegato che comprende alcuni farmaci, prodotti agricoli e minerali critici. I dazi Section 232 restano in vigore: acciaio e alluminio al 50% dal 4 giugno 2025; per auto e componenti UE l’aliquota complessiva è del 15% dal 1° agosto 2025.
Resta sospesa per tutti i paesi l’esenzione de minimis per le spedizioni di basso valore: anche i piccoli invii e-commerce pagano i dazi. Il quadro è provvisorio e va ricontrollato prima di ogni offerta.
Le regole da rispettare
- Alimenti e bevande. Gli stabilimenti che producono, trasformano, confezionano o immagazzinano alimenti per il mercato USA devono registrarsi alla FDA e rinnovare la registrazione tra il 1° ottobre e il 31 dicembre degli anni pari, quindi anche nel 2026, indicando un identificativo univoco (ad esempio il numero DUNS). Ogni spedizione richiede la notifica preventiva alla FDA.
- L’importatore americano. In base al programma FSVP, l’importatore deve verificare che il fornitore estero produca in modo sicuro e con etichettatura corretta degli allergeni: aspettatevi richieste di documentazione.
- Prodotti elettrici. Per le apparecchiature usate nei luoghi di lavoro le norme OSHA richiedono la certificazione di un laboratorio riconosciuto (NRTL), come UL.
I canali di ingresso
- Importatore o distributore: acquista la merce e la rivende; gestisce sdoganamento e obblighi FSVP.
- Agente: procura ordini su provvigione senza acquistare la merce.
- E-commerce e marketplace: accesso diretto al consumatore, ma senza esenzione de minimis ogni invio sconta i dazi.
- Fiere di settore: il luogo dove costruire relazioni con importatori e buyer.
Con Incoterm DDP l’impresa italiana si fa carico di sdoganamento e dazi USA, comprese le variazioni decise dopo la firma del contratto. Con FCA o DAP questi oneri restano al compratore. Troisi Ricerche affianca le PMI nell’analisi di mercato e di conformità che precede l’ingresso negli Stati Uniti.



