Accanto agli strumenti nazionali, le regioni finanziano investimenti che possono includere anche spese per l’internazionalizzazione. In Puglia la famiglia più nota è quella dei PIA, gestiti da Puglia Sviluppo sul Programma regionale FESR-FSE+ 2021-2027. Il nome raccoglie in realtà quattro avvisi diversi: i Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), i Pacchetti Integrati di Agevolazione per micro e piccole imprese (MiniPIA) e le due versioni per il settore turistico-alberghiero, PIA Turismo e MiniPIA Turismo.
La notizia più importante, però, riguarda lo stato delle misure: dal 3 marzo 2026 tutti e quattro gli avvisi sono sospesi per le nuove domande.
La sospensione del 3 marzo 2026
Con la deliberazione della Giunta regionale n. 176 e la determinazione dirigenziale n. 131, entrambe del 3 marzo 2026, la Regione ha sospeso Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, PIA Turismo e MiniPIA Turismo. Secondo Puglia Sviluppo, le domande in esame valgono quasi 5 miliardi di euro di investimenti, con circa 2,6 miliardi di contributi richiesti. Le istanze già presentate proseguono l’istruttoria.
Per un’impresa che non ha ancora presentato domanda, quindi, oggi non c’è uno sportello aperto. Le informazioni che seguono servono a preparare un progetto in vista di un’eventuale riapertura, le cui regole potrebbero cambiare.
| Avviso | Beneficiari | Investimento ammissibile | Stato a marzo 2026 |
|---|---|---|---|
| PIA | medie imprese; micro e piccole con fatturato medio di almeno 1 mln € | almeno 1 mln €, con ricerca e sviluppo obbligatoria | sospeso dal 3/3/2026 |
| MiniPIA | micro e piccole imprese, liberi professionisti | da 30.000 € a 5 mln € | sospeso dal 3/3/2026 |
| PIA Turismo | grandi, medie e piccole imprese, reti, consorzi | da 5 a 40 mln € | sospeso dal 3/3/2026 |
| MiniPIA Turismo | imprese di ogni dimensione, reti, consorzi | da 30.000 € a 5 mln € | sospeso dal 3/3/2026 |
Cosa finanziano per l’internazionalizzazione
Nessuno di questi avvisi è uno strumento dedicato solo all’export. Sono programmi di investimento integrati: la parte principale riguarda impianti, macchinari, innovazione, ricerca o ristrutturazione delle strutture ricettive. Accanto a questa, però, sono ammesse le consulenze specialistiche, i programmi di internazionalizzazione e la partecipazione a fiere.
Nel MiniPIA queste spese hanno un tetto di 500.000 euro e un’intensità di aiuto del 50%, in parte a fondo perduto e in parte legata al finanziamento bancario dell’investimento. Nel PIA l’intensità per consulenze e fiere è anch’essa del 50%. Nel MiniPIA Turismo consulenze e internazionalizzazione sono ammesse solo per le PMI.
È questo il punto di forza dello strumento: permette di finanziare nello stesso progetto l’investimento produttivo e il percorso per venderne i risultati all’estero.
Perché il turismo internazionale conta per il Mezzogiorno
Secondo la Banca d’Italia, nel 2024 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha raggiunto 54,2 miliardi di euro, con una crescita del 5% in termini nominali. Il Sud e le Isole ne hanno intercettato il 18,2%: è la quota più alta dall’inizio della serie nel 1997, ma resta la più bassa tra le macroaree.
Il prof. Andrea Troisi, docente di Economia del turismo all’Università di Bari, osserva: «Il turismo del Mezzogiorno ha ancora un grande margine sui mercati internazionali. Gli strumenti regionali possono aiutare a coglierlo, ma serve una strategia basata sui dati per indirizzare gli investimenti verso i mercati giusti».
Come prepararsi
- Verificate sul sito di Puglia Sviluppo e della Regione lo stato degli avvisi prima di impostare qualsiasi progetto.
- Separate le spese di investimento da quelle di consulenza, fiere e internazionalizzazione, che hanno tetti e intensità propri.
- Per i progetti di export, valutate anche gli strumenti nazionali aperti, come le linee SIMEST del Fondo 394/81.
Troisi Ricerche affianca le imprese pugliesi nella lettura degli avvisi e nella costruzione del piano di internazionalizzazione.



