Quando si parla di export italiano il dibattito si concentra su pochi prodotti simbolo. I dati del 2025 mostrano un quadro diverso: la crescita complessiva del 3,3% è stata trainata da un numero limitato di settori, e non tutti sono quelli che il racconto pubblico associa al made in Italy.
Secondo l’ISTAT, i contributi maggiori sono venuti da articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo (+9,8%), mezzi di trasporto esclusi gli autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).
Farmaceutica: il motore del 2025
La farmaceutica è il settore che ha pesato di più. Nel 2025 le esportazioni di articoli farmaceutici hanno raggiunto 69,2 miliardi di euro, con un contributo di 2,5 punti percentuali alla crescita totale: da sola spiega circa tre quarti dell’aumento dell’export italiano. Per le PMI il settore conta soprattutto come filiera: fornitori, contoterzisti, produttori di principi attivi e di imballaggi seguono la domanda dei grandi produttori.
Metalli e agroalimentare
I metalli di base e i prodotti in metallo hanno raggiunto 69,0 miliardi di euro (+9,8%), con un contributo di un punto percentuale. L’agroalimentare, cioè prodotti alimentari, bevande e tabacco, è arrivato a 62,4 miliardi (+4,3%). Insieme, questi due comparti aggiungono 1,4 punti alla crescita dell’export nazionale.
| Settore (ATECO) | Export 2025 (mln €) | Var. % 2025/2024 | Contributo (punti %) |
|---|---|---|---|
| CF Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici | 69.244 | +28,5% | +2,5 |
| CH Metalli di base e prodotti in metallo | 68.961 | +9,8% | +1,0 |
| CA Prodotti alimentari, bevande e tabacco | 62.409 | +4,3% | +0,4 |
| CB Tessile, abbigliamento, pelli e accessori | 60.813 | -1,9% | -0,2 |
| CM Altre attività manifatturiere | 37.500 | -7,0% | -0,4 |
| CD Coke e prodotti petroliferi raffinati | 13.852 | -15,3% | -0,4 |
| Totale merci | 643.055 | +3,3% | +3,3 |
I settori in difficoltà
Il sistema moda, cioè tessile, abbigliamento, pelli e accessori, ha esportato 60,8 miliardi di euro, l’1,9% in meno del 2024. In calo anche le altre attività manifatturiere (-7,0%), che comprendono tra l’altro mobili, gioielleria e articoli sportivi, gli autoveicoli (-6,8%) e soprattutto i prodotti petroliferi raffinati (-15,3%), il cui valore dipende molto dai prezzi dell’energia.
La meccanica, il comparto dei macchinari e delle apparecchiature, non compare tra i settori che l’ISTAT indica come motori della crescita 2025. Resta un pilastro dell’export italiano, ma nel 2025 non ha contribuito in modo significativo all’aumento.
Perché l’analisi settoriale viene prima
Una media nazionale del +3,3% nasconde settori che crescono di quasi il 30% e altri che perdono più del 15%. Per una PMI il dato rilevante è quello del proprio codice di prodotto, nei propri mercati. Ogni settore ha una sua geografia dell’export, dazi specifici e regole tecniche proprie: certificazioni, etichettatura, requisiti sanitari.
Troisi Ricerche costruisce per le imprese analisi settoriali su dati ufficiali di commercio estero: quota del made in Italy nel paese obiettivo, andamento della domanda, concorrenti principali e barriere tariffarie e non tariffarie.



