Il 14 settembre 2026 SIMEST ha annunciato una nuova misura di finanza agevolata dedicata all’intelligenza artificiale. La sezione “Investimenti IA” dispone di 200 milioni di euro del Fondo 394/81, gestito in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri. Le domande sono aperte dal 21 settembre sul portale di SIMEST.
La misura arriva in un paese dove l’IA è ancora poco diffusa. Secondo Eurostat, nel 2025 la usava il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 20,0% della media UE.
Come funziona la misura
La sezione è attivata nell’ambito dello strumento Transizione Digitale ed Ecologica. Finanzia esclusivamente investimenti per sviluppare, adottare e integrare soluzioni di IA. Possono accedere le imprese che realizzano all’estero almeno il 3% del fatturato e quelle, anche non esportatrici, che forniscono imprese esportatrici.
| Voce | Condizione |
|---|---|
| Dotazione | 200 milioni di euro (Fondo 394/81) |
| Fondo perduto | Fino al 10% dell’intervento, nei limiti del de minimis |
| Tasso | Minimo 0,37% al 14 settembre 2026, in regime de minimis |
| Durata | Fino a 8 anni, di cui 2 di preammortamento |
| Anticipo | Fino al 50% dell’importo finanziato |
| Importo massimo | Il minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 500.000 € (micro), 2,5 mln € (PMI), 5 mln € (altre imprese) |
Le spese ammissibili indicate da SIMEST sono ampie: cloud e sistemi di calcolo, software e piattaforme, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i sistemi aziendali, gestione dei dati. Rientrano anche formazione, inserimento di competenze specialistiche, consulenze, certificazioni, cybersecurity e adeguamento all’AI Act. La circolare aggiornata il 30 luglio 2026 richiede di destinare il 100% delle risorse a spese di ambito IA.
Il ritardo da colmare
Il divario con l’Europa si concentra nelle imprese più piccole. Nel 2025 usava l’IA il 14,2% delle imprese italiane con 10-49 addetti, contro il 17,0% nell’UE. Tra le medie imprese il rapporto è 27,6% contro 30,4%. Tra le grandi il distacco si riduce: 53,1% contro 55,0%.
Il ritmo di crescita, però, è stato rapido. In Italia la quota è passata dal 5,1% del 2023 all’8,2% del 2024 e al 16,4% del 2025: è raddoppiata in un anno. Nella media UE l’aumento è stato dall’8,1% al 20,0%. Il distacco italiano in punti percentuali si è ridotto da 5,3 nel 2024 a 3,6 nel 2025.
Una finanza agevolata in forte crescita
La nuova sezione si aggiunge ad altre misure dedicate attivate nel 2026. Secondo la relazione semestrale di SIMEST del 22 luglio, “Energia per la Competitività Internazionale” ha una dotazione di 800 milioni per le imprese colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle tensioni nell’area del Golfo Persico. La “Misura USA” mette a disposizione 200 milioni di finanziamenti agevolati e 100 milioni per partecipazioni in controllate statunitensi.
Nel primo semestre 2026 i finanziamenti del Fondo 394/81 sono stati circa 1 miliardo di euro, il 112% in più di un anno prima. SIMEST ha servito circa 1.900 imprese, di cui oltre 1.100 nuove; circa il 90% sono PMI. Sono valori arrotondati comunicati dalla società. Per le imprese il segnale pratico è che la domanda di questi strumenti è alta, mentre le dotazioni dedicate sono fisse.
Cosa significa per le PMI
Per una PMI esportatrice la misura riduce il costo di un investimento in IA, ma non ne sostituisce la progettazione. Conviene partire da un uso preciso: previsione della domanda nei mercati esteri, gestione degli ordini, analisi dei prezzi, documentazione commerciale. Il finanziamento va poi dimensionato sui ricavi, perché il tetto del 35% vale anche per le piccole imprese.
Anche i fornitori delle filiere dell’export possono partecipare. Il fondo perduto rientra nel de minimis: va verificato il plafond già utilizzato negli ultimi anni.
Troisi Ricerche affianca le PMI nell’analisi dei dati di commercio estero e nella scelta dei mercati, il punto di partenza per decidere dove un investimento in IA può rendere di più.



